ALCUNI DISTURBI MENTALI

Prima di descrivere alcuni disturbi mentali è necessaria qualche premessa. Abbiamo già distinto la neurologia, che si occupa delle alterazioni organiche del sistema nervoso centrale e periferico, dalla psichiatria, che si occupa dei disturbi mentali o psichici. Naturalmente tra le due specializzazioni esistono ampie zone di sovrapposizione; ma la distinzione resta fondamentale. I disturbi che descriveremo sinteticamente sono, dunque, quelli di ambito psichiatrico.

Molti nomi di disturbi psichici sono entrati nel linguaggio comune, col risultato che spesso vengono usati in modo vago o improprio. Talvolta si tratta di espressioni prive di ogni riferimento scientifico, come accade per il termine esaurimento nervoso, utilizzato per segnalare stati di disagio o disturbi in fase leggera.

Va detto che alla genericità e improprietà del linguaggio comune, corrisponde un certo disaccordo sui termini e sulle classificazioni dei disturbi, anche nella comunità scientifica.

La premessa più importante, dunque, è la seguente: termini, classificazioni e descrizioni hanno un valore orientativo e consentono ai curanti la comunicazione rapida; men che mai devono essere presi alla leggera, o peggio ancora essere usati da inesperti per “proporre diagnosi” o etichettare situazioni in modo spesso inadeguato.

Descriveremo, quindi, nel modo più semplice alcuni disturbi mentali diffusi, ricordando che possono sfumare uno nell’altro e possono presentare diversi livelli di gravità.




DEPRESSIONE

“Sono preoccupato”, “Sono scoraggiato” , “Sono disperato” , “Mi sento avvilito” , “Mi sento vuoto” , “Non ne posso più”. Sono le parole che più facilmente possono ricorrere in che è depresso ed esprime il suo stato emotivo.

Lo stato d’animo fondamentale della depressione è per lo più quello di una disperazione triste e cupa, un senso di impotenza verso le cose, l’incombente bisogno di piangere, di fuggire e perfino di morire.

Le cose che normalmente suscitano interesse, piacere e soddisfazione, lasciano indifferenti, annoiati o vengono contemplate con amaro pessimismo. E’ frequente il senso di commiserazione verso il mondo e verso se stessi. Il depresso perde la capacità di ridere.

La depressione può dare luogo anche a manifestazioni di irrequietezza, di suscettibilità, di sproporzionata insofferenza per piccole cose.




SCHIZOFRENIA

E’ il disturbo forse più difficile da definire. Rappresenta tuttora uno dei temi centrali e più controversi della psichiatria. Nella collettività evoca l’immagine della “pazzia” più grave e incomprensibile.

Il termine viene usato per indicare uno stato della mente affetto da scissioni e separazioni nel quale logica, pensiero, emozioni, sentimenti, si dissociano producendo comportamenti incoerenti e strani. In passato si riteneva che questa patologia fosse incurabile e progressivamente invalidante, fino a rendere il soggetto demente.

Oggi questa idea è ampiamente superata, ma la parola “schizofrenia” è rimasta ancora in uso, e sotto questo termine vengono classificati numerosi disturbi psichici di varia entità e gravità. Illustriamo sinteticamente i principali sintomi che vengono riscontrati quando si parla di schizofrenia.

Isolamento dalla realtà, ovvero il soggetto vive in un “mondo proprio”, difficile ma non impossibile da comprendere, dove si rifugia per vincere l’angoscia in cui difficilmente consentirà agli altri di penetrare

Delirio, è la convinzione profondamente radicata che un certo fatto, falso o inverosimile, sia vero; è carica di emotività e il soggetto non ammette dubbi o incertezze sulla sua verità.

Allucinazione, è una alterazione della percezione; il soggetto percepisce e vive come reali immagini e sensazioni inesistenti.Deliri e allucinazioni, pur essendo molto frequenti nella schizofrenia, si rinvengono anche in altri disturbi mentali.

Un’allucinazione consiste nel vedere cose che gli altri non vedono e non possono vedere (allucinazioni visive), nell’udire cose che gli altri non odono e non possono udire (allucinazioni uditive), nel sentire odori o sapori che gli altri non sentono e non possono sentire (allucinazioni olfattive e del gusto).

La persona può vedere immagini che non esistono, che gli altri non vedono, ma che per lei sono reali, può avere delle “visioni”, con persone e figure spesso non ben definite, con immagini di santi o di parenti morti o altri personaggi.

Nonostante le manifestazioni del soggetto risultino spesso sconcertanti, facendo pensare a veri e propri “guasti” del cervello, questi sintomi sono modi con cui la persona schizofrenica cerca di difendersi, sia pure in modo incongruo, da una sofferenza profonda e devastante.

Così intesa, la schizofrenia è curabile, spesso suscettibile di miglioramento e in diversi casi guaribile. La concezione pessimistica della vecchia psichiatria non ha motivo di esistere.


ANORESSIA E BULIMIA

Si tratta di disturbi che si manifestano attraverso l’eccessiva attenzione per l’alimentazione e per il proprio corpo.

L’anoressia si manifesta prevalentemente tra le adolescenti con un ostinato rifiuto ad alimentarsi, con la conseguenza di un forte dimagrimento che nelle forme più gravi può condurre anche alla morte. L’anoressica vede il proprio corpo, anche se magro, sempre come troppo grasso.

La bulimia è caratterizzata da grandi mangiate di dolci e di cibi ingrassanti, che vengono ingurgitati in gran fretta e quasi sempre di nascosto.
Sia le persone anoressiche che quelle bulimiche si procurano il vomito come estremo tentativo di ripristinare il controllo del proprio corpo.Sono disturbi gravi, che se protratti nel tempo e trascurati possono mettere a rischio la vita stessa.